Ricerca Fondamentale, Industriale e Sviluppo Sperimentale - D.F. DAIMON Consulting

Le attività che sono presenti nel Bonus Ricerca & Sviluppo per le quali è ammesso il credito d’imposta del 50% è contenuta nella circolare n. 5/E del 16 marzo 2016 dell’Agenzia delle Entrate che riprende quanto previsto al paragrafo 1.3, punto 15, della “Disciplina degli aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione” di cui alla Comunicazione della Commissione (2014/C 198/01) del 27 giugno 2014: attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Vediamo ora la differenza tra le tre attivita.

Ricerca Fondamentale (cd. di Base o Pura)
La Ricerca Fondamentale tratta lavori sperimentali o teorici svolti soprattutto per l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni commerciali dirette (“Decreto attuativo” del 27.05.2015 - Art.2, comma 1, voce a).

Ricerca Industriale
La Ricerca Industriale coinvolge la ricerca pianificata, le indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti; creazione di componenti di sistemi complessi necessaria per la ricerca industriale, in particolare per la validazione di tecnologie generiche, a esclusione dei prototipi di cui alla definizione successiva.

Sviluppo Sperimentale
Lo Sviluppo Sperimentale coincide con l’acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati; può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi o servizi; tali attività possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani o altra documentazione, purché non siano destinati a uso commerciale; la corrente disposizione del decreto attuativo ha ricompreso, tra le attività ammissibili nell’ambito dello sviluppo sperimentale, anche gli “studi di fattibilità.

 

 

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